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La Legge Pisanu al vaglio delle Comunità
Permessi di soggiorno a fini investigativi, pentiti di terrorismo islamico, nuove norme di espulsione. Nella quarta puntata, la redazione di MondoMigrante ha approfondito gli aspetti salienti della legge antiterrorismo
La speciale legge anti-terrorismo che porta il nome del Ministro degli Interni Giovanni Pisanu rappresenta di fatto la risposta del governo alla minaccia di attacchi ai danni del nostro paese: la redazione di Mondo Migrante ha cercato quindi di espletare le novità introdotte dal decreto e di capire quali reazioni hanno avuto suscitato nella comunità degli immigrati, con particolare riferimento a quella mussulmana.
Il pacchetto di misure speciali, lo ricordiamo, è stato approvato il 31 luglio scorso con estrema rapidità e con una larghissima maggioranza: dopo il via libera dal Senato, venerdì 29 luglio, e dopo l'approvazione il giorno successivo da parte dei deputati della camera, il Presidente della Reppubblica Carlo Azeglio Ciampi ha potuto promulgare la nuova legge già domenica 31 luglio.
Significativa, oltre alla rapidità di approvazione, anche la larga fetta di consensi che il decreto Pisanu è riuscito a conquistare, passando alla camera con 385 voti a favore e solo 20 contrari. Il parlamento si è quindi mostrato compatto sulle misure, trovando solo l'opposizione della sinistra Ds, di Verdi, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.

Concentrandoci, come sempre, su un contesto locale, abbiamo raccolto le significative opinioni di  due persone a contatto diretto con le problematiche degli immigrati nel comprensorio apuano:  per le valutazioni tecniche legate al diritto, l'Avvocato Anna Maria Castaldi, membro della consulta degli immigrati del Comune di Carrara,  ci ha spiegato in che modo la nuova legge inciderà sulle condizioni di vita dei cittadini stranieri residenti in Italia, proponendo anche una riflessione su alcuni aspetti un po' nebulosi (e quindi rischiosi, vista la scottante materia) della normativa. 
Accanto ai notevoli aspetti legati alla privacy, che ovviamente coinvolgono tutta la popolazione italiana (controllo più stretto dei traffici telefonici, e-mail, call-center per stranieri), esiste una parte rilevante della legge che si rivolge all'immigrazione, ampliando uno strumento della già molto discussa legge Bossi Fini: legata all'art. 18 del testo unico, la nuova norma prevede la possibilità di ottenere  permessi di soggiorno  a fini investigativi per chi collabora con gli investigatori,  in quanto ritenuto a conoscenza di informazioni utili alle indagini sul terrorismo internazionale.
Vengono introdotti, inoltre, nuovi meccanismi per i procedimenti di espulsione, che spesso  rimandano ad altri articoli di legge. L'Avvocato Castaldi ha sottolineato, però, che la norma non dettaglia il significato preciso di “sospetto di terrorismo”: al momento non esiste, infatti, una vera e propria definizione giuridica di terrorista islamico e se in Italia la memoria degli anni di piombo porta con se una sorta di identikit del "nostro" sovversivo armato e pericoloso, questo non corrisponde al ritratto del militante di Al Kaida, ammesso che ne esista uno davvero credibile e omnicomprensivo.
Un'altro passaggio saliente del testo legislativo estende i fermi di identificazione portandoli da 12 a 24 ore, introducendo al contempo, accanto agli usuali controlli demoscopici, l'opzione su metodi più duri ed approfonditi, come il prelievo e l'analisi della saliva.
La creazione del nuovo reato di “addestramento e arruolamento con finalità di terrorismo”, ha inoltre portato all'introduzione nelle carceri dei cosiddetti colloqui investigativi, finora applicati solo a detenuti legati alla criminalità organizzata. Gli interrogatori, che non hanno alcun valore processuale, si svolgono in assenza di difensore e per i collaboratori investigativi sono previsti singoli patteggiamenti, in quanto veri e propri "pentiti di terrorismo islamico".
I colloqui investigativi sono anche uno degli strumenti per arrivare ai succitati permessi di soggiorno a fini investigativi, anche se ciò, come ha fatto notare la Castaldi, può aprire la strada a possibili nuovi problemi, come ad esempio una corsa alla collaborazione forzata per ottenere un permesso per chi non ce l'ha.
Inoltre, come nella legge sull'immigrazione, anche qui non vengono fatte distinzioni nette fra chi è in Italia da molti anni e chi, magari, è entrato nel nostro paese da poco e in modo irregolare.

Per quanto riguarda le reazioni degli stranieri inseriti in Italia ai contenuti della nuova normativa, significativa e moderata è l'opinione di Isham Koudsi della Comunità Islamica di Massa Carrara. Per Isham, la cui famiglia è ormai radicata da molti anni nella provincia apuana, è giusto inasprire i controlli, soprattutto sulle conversazioni telefoniche, sulla posta elettronica e sul web in generale, mentre dubbi vengono sollevati in merito al metodo punizione/premio adottato in generale per i metodi investigativi più diretti. Come affermato nella sostanza anche dall'avvocato Castaldi, infatti, è molto difficile che sul meccanismo dei collaboratori non nascano delle storture legale all'ottenimento di questo o quel beneficio, a cominciare dal permesso di soggiorno. Secondo Isham Koudsi, inoltre, un kamikaze (mentalmente malato e plagiato, secondo lo stesso rappresentante della Comunità istamica) difficilmente si troverebbe con un problema di scelta tra i suoi fanatici propositi bombaioli e l'ottenimento di uno stato civile più stabile nel nostro paese.

 
04.08.05 ore 15:12
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