
Lunedì 28 novembre, nella cornice di
Villa Schiff di Montignoso, è stato presentato il nuovo libro dell'On.
Livia Turco, intitolato “I nuovi italiani” e dedicato ai mutamenti del quadro generale dell'immigrazione nel nostro paese. Oltre alla parlamentare, era presente il
Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, che ha dedicato il suo intervento ai temi più scottanti che la sinistra dovrà affrontare nel caso si trovasse a gestire le politiche sui migranti da una posizione di governo.
Il primo punto toccato è stato quello del diritto di voto agli immigrati. Martini ha sottolineato come la Toscana abbia già dato il via libera al riguardo nel suo Statuto, grazie anche all'intervento della Corte Costituzionale, che ha respinto tutti i ricorsi avanzati dal Governo. Il tema, ha spiegato il Presidente toscano, non può essere risolto a livello locale, poiché il complesso sistema legislativo nazionale rende difficile se non impossibile arrivare a una soluzione attraverso un'iniziativa che parta esclusivamente dagli enti regionali. Nelle leggi toscane, comunque, sussistono le condizioni affinché, in occasione delle prossime elezioni regionali, in programma per il 2009/2010, l'esperienza del voto dei cittadini immigrati dia ottimi risultati, sia dal punto di vista dell'estensione che della partecipazione.
Per quanto riguarda i CPT (Centri di Permanenza Temporanea), Martini ritiene che, parallelamente ad una politica che si interessi di regolarità, accoglienza, cittadinanza e riconoscimento dei diritti, debba esistere anche una politica per la clandestinità ben distinta dalla prima. La discussione sui CPT nasce dal bisogno di creare un nuovo strumento di contrasto al fenomeno della clandestinità, più umano, equo e moralmente condivisibile, ma che comunque si ponga in contrapposizione con il flusso degli ingressi irregolari. Martini ha infatti sottolineato come non vada confusa la solidarietà verso gli immigrati con il problema della clandestinità, che non dev'essere trattata allo stesso livello della regolarità. Secondo il Presidente della Toscana, quanto prima si avanzerà una proposta per un nuovo strumento di controllo, prima si chiuderanno i CPT.
L'On. Livia Turco è quindi intervenuta, in accordo con il Presidente toscano, affermando come la questione dei CPT non possa esser isolata da un sistema di espulsione. Secondo la Parlamentare, il fatto “vergognoso e giuridicamente insostenibile” è che in quei luoghi si trovi sia chi ha un visto turistico scaduto, sia chi entra clandestinamente nel paese, sia il richiedente asilo - tutelato dalla nostra Costituzione - sia l'immigrato criminale. Secondo la Turco bisognerebbe quindi “rottamare” i decreti sull'espulsione dati dall'attuale legge, la cosiddetta “Bossi-Fini”, per tornare alla precedente, in cui l'immigrato era espulso per via amministrativa: veniva cioè fermato ed intimato a lasciare il nostro territorio, e solo se si ravvisavano situazioni di pericolosità vi era l'accompagnamento coatto alla frontiera – che con la la Bossi-Fini è diventata una consuetudine. “Il CTP è una parola da cancellare nella prossima legge del centrosinistra” ha detto l'On.Turco, sottolineando la necessità di sostituire questi centri, con un sistema efficiente che identifichi ed allontani i clandestini che entrano ripetutamente nel Paese.
La Turco è intervenuta anche sulla questione della gestione delle frontiere e delle quote d'ingresso. Secondo la Parlamentare, quella delle frontiere aperte è una proposta demagogica, e l'unica via praticabile è quella dell'immigrazione regolata: la sfida, ha detto l'esponente disessina, “è che in ogni parte del mondo arrivi un messaggio di accoglienza, a patto che le regole prefissate vengano seguite”.
La Turco ha poi sottolineato che, rispetto ad un programma di Governo, c'è bisogno di una politica europea sull'immigrazione che riparta dal consiglio di Tampere dell'ottobre 1999, secondo cui la politica dell'immigrazione è parte integrante di una più estesa politica estera di pace, sviluppo e cooperazione. Quando da parte del centrosinistra si sente parlare di abolizione delle quote, secondo Livia Turco, si rischia di arrivare ad una situazione in cui gli unici a gestire gli ingressi per il lavoro siano le imprese. Per la Bossi-Fini, l'immigrato è visto troppo spesso come un lavoratore ospite che si ferma sul territorio il tempo strettamente necessario, e c'è bisogno di strumenti che consentano di stabilire un raccordo tra l'ingresso per lavoro e le politiche di integrazione.
Così come aveva ribadito Martini, infine, anche per Livia Turco bisogna varare una nuova legge sulla cittadinanza ed il diritto di voto agli immigrati, anche per assicurare la sicurezza e la coesione sociale del Paese. Nessun cittadino, ha fatto presente la Parlamentare, collabora alla comunità se non se ne sente parte: la legge non è così un “regalo”, ma una misura di sicurezza, intesa come costruzione di comunità, oltre che rispetto della legalità. L'On. Turco ha quindi terminato il suo intervento chiedendo al centrosinistra di approvare in Parlamento la norma sul diritto d'asilo e sulla libertà religiosa, per far sì che l'immigrato venga il più possibile tutelato e riconosciuto come una persona con diritti e doveri da rispettare.