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Pubblicato il XV° Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes
Crescono gli immigrati sul territorio toscano. Buono l'inserimento nel lavoro, mentre permangono difficoltà per gli studenti stranieri: colpa di scuole poco pronte
Una “base scientifica” da cui poter far partire analisi di tipo sociale, culturale e politico: ecco il valore principale del XV° Dossier Statistico Immigrazione, promosso da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Caritas diocesana di Roma e pubblicato lo scorso 27 ottobre. Il rapporto è stato realizzato consultando esclusivamente fonti ufficiali, così da poter fornire cifre il più possibile neutre e oggettive. Gli studiosi hanno quindi attinto alle banche dati del Ministero degli Interni, di quello dell'Istruzione, dell'Inail e delle Questure di tutta Italia. Secondo il rapporto, dall'inizio del 2005 il numero degli stranieri residenti in Toscana è passato dalle 209mila alle 223mila unità. Cresce quindi di un punto di percentuale la presenza dei migranti (l'anno scorso erano 5 su 100) sul territorio regionale: si tratta di un aumento previsto, in quanto  ripetuto da 5 anni a questa parte. La distribuzione varia non poco da provincia a provincia: in città quali Prato, ad esempio, il numero degli stranieri rappresenta l'11% dei residenti, valore più contenuto nelle provincie di Massa-Carrara, Livorno e Lucca, dove si mantiene attorno al 3%. Queste diverse percentuali dipendono dal contesto economico, ovverosia dall'offerta di lavoro, che ogni zona presenta. Da segnalare, inoltre, la spiccata tendenza degli “immigrati toscani” ad avviare attività di tipo imprenditoriale, una nota sicuramente positiva, così come positivi sono i risultati degli studenti stranieri che frequentano le scuole della regione. Se è vero, però, che i ragazzi immigrati iscritti agli istituti toscani raggiungono migliori valutazioni di quelli delle altre regioni, il Dossier della Caritas ha rilevato uno scarto più ampio tra il loro profitto e quello dei compagni italiani, anche perché non sempre le scuole sono  attrezzate per ricevere e dare sostegno ai giovani immigrati. Significativo, infine, il dato nazionale sull'appartenenza religiosa dei migranti che arrivano nel nostro paese: contrariamente a quanto molti pensano, è la fede cristiana (nelle sue varie confessioni), e non quella islamica, la più diffusa tra gli immigrati che vivono in Italia, coerentemente con la provenienza dei flussi migratori degli ultimi anni, in particolare dall'est Europa. Il fenomeno dell'immigrazione “islamica”, secondo il redattore  toscano del dossier Federico Russo, si riscontrava maggiormente negli anni passati , ma la sua presenza viene spesso sovrastimata ed esagerata, a causa di quella “paura del diverso” acutizzata dopo l'11 settembre.
 
04.11.05 ore 18:50
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