
Mercoledì 19 ottobre Palazzo Ducale di Massa ha ospitato il convegno “
Immigrazione oggi: la mediazione culturale come...” un'iniziativa curata dal Centro “Tanti Ponti” di Montignoso, in collaborazione con Italia Nostra, al Provincia di Massa Carrara e l'Associazione Cittadini del Mondo.
Un appuntamento importante che ha visto, oltre alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali, la partecipazione di numerosi studenti e di diversi esponenti delle associazioni di migranti presenti sul territorio: il convegno ha fornito un'occasione di confronto e approfondimento su temi importanti, realizzata attraverso le riflessioni di specialisti del settore ed esperti.
Dai progetti interculturali a livello europeo alle esperienze locali, dai nuovi scenari di convivenza tra italiani e immigrati al ruolo del mediatore culturale, passando per la condizione degli studenti stranieri nella scuola: questi alcuni degli argomenti affrontati nel corso della mattinata, durante la quale la redazione di Mondomigrante ha raccolto alcune testimonianze.
La prima è quella di Rosio Quinones, relatrice del convegno e presidente dell'Associazione Cittadini del Mondo, che ha spiegato ai nostri microfoni quali sono i compiti e gli ambiti di intervento del mediatore linguistico- culturale: “si tratta di una figura professionale che aiuta l'incontro tra persone di diverse culture e opera in diversi campi: socio-sanitario, informativo, giuridico, scolastico...” ha spiegato Rosio “Ad esempio nella scuola, quando arriva un bambino straniero, il mediatore svolge la funzione di un vero e proprio interprete. Poi insieme agli insegnanti elabora un programma di lavoro ad hoc”. Una figura professionale di cui si possono avvalere anche gli uffici pubblici, per dare a chi le chiede, informazioni sulla normativa vigente in materia di immigrazione o ancora le strutture sanitarie, dove il mediatore cerca di intervenire per interpretare i vari codici comportamentali che le persone si portano dietro dalle loro culture di origine.
Come emerge anche dall'intervento di Rosio Quinones, la scuola è sicuramente uno dei settori in cui la mediazione culturale può e deve svolgere un ruolo determinante, per la costruzione di una società nuova e al passo con la realtà del momento. Mondomigrante torna quindi a indagare il rapporto tra immigrazione e mondo della scuola: dopo l'intervista alla Dottoressa Tiziana Riccobaldi, dirigente del primo circolo didattico di Carrara, incentrata sulla scuola primaria, con Mirella Cocchi, dirigente dell'istituto comprensivo Michelangelo Buonarroti di Marina di Cararra, abbiamo affrontato la discussione dal punto di vista degli istituzioni superiori.
“Nella società di oggi la scuola deve svolgere fino in fondo il suo ruolo di comunità educante ed educare anche all'interculturalità” ha detto Mirella Cocchi, una delle relatrici del Convegno di Massa. “Ci sono gli strumenti legislativi perchè questa funzione sia svolta. C'è lo sforzo del personale docente e delle associazioni di volontariato. Manca un coordinamento tra la politica nazionale, quella locale e quella scolastica”. Una situazione dovuta, spiega la Cocchi, al blocco ai lavori della commissione ministeriale nazionale della pubblica istruzione per l'inter-cultura, ferma dal 2001: “questo non ha causato l'interruzione dei programmi ma ha creato un vuoto di coordinamento che oggi diventa pesante”. Ma quali sono secondo la dirigente dell'Istituto Buonarroti, i problemi degli alunni stranieri alla scuola superiore? “Gli studenti stranieri hanno oggi problemi sempre più simili a quelli degli italiani: metodo, relazioni e contenuti. Alcuni di loro hanno in più delle difficoltà di carattere linguistico. Ma lavorando sulla valorizzazione della diversità e della differenza” ha concluso Mirella Cocchi “si aiuta la diversità dell'alunno straniero che diventa un elemento di arricchimento per la persona, per la comunità scolastica e per la società”